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LECTIO DIVINA

È un particolarissimo ed esemplare graduale modo
di accostarsi alla sacra Scrittura e di rapportarvisi con la preghiera
per l’avverarsi di un incontro personale e diretto tra Dio e l’uomo,
tra il Creatore e la creatura, tra l’Assoluto e il finito
mediato dalla conveniente sublime assimilazione del testo biblico
per mezzo di un’approfondita amante lettura e un’intensa meditazione
che permette di addentrarsi con stupore e meraviglia
nello sconfinato superiore mondo di Dio
e di penetrare sempre più l’inaccessibilità del suo mistero
fin quasi a scrutarne l’abissale insondabilità del cuore.

Scopo della lectio divina,
dove la Parola introduce alla Parola
attraverso l’ascolto orante: un rigoroso esercizio di lettura infrabiblica,
è entrare in relazione personale con Dio,
conoscerlo e conformare la propria vita sulla sua Parola.
È un’attitudine che deve impregnare tutta l’esistenza
ponendola sotto il segno dell’ascolto e dell’apertura totale
a Dio e alla sua Parola per fissarvi il cuore.

L’esercizio della meditazione orante della parola di Dio,
amorosa e costante, per favorire la crescita dell’interiorità,
c’introduce, come credenti, a un autentico cammino dello spirito
che ci conduce a varcare la soglia della parola scritta
per inoltrarci nella Parola viva,
portandoci all’intimità e alla comunione con Dio e con i fratelli.

Questa lettura divina o più liberamente lettura spirituale,
indica immediatamente che non si tratta semplicemente
di una lettura intellettiva o lettura-studio né di una lettura amena,
infatti è un metodo piuttosto articolato per leggere e comprendere la sacra Scrittura
ricevendo i doni che Dio ci elargisce attraverso la sua Parola.

Certamente la Bibbia è l’oggetto primo,
principale, fondamentale della lectio divina;
però la lectio non è divina in ragione del testo letto,
ma a motivo del modo con cui il testo viene letto:
per scorgervi Dio che parla e il Dio di cui si parla.
Approssimativamente, dallo stesso significato dei termini
possiamo ricavare un’idea di che cos’è la lectio divina.
Il sostantivo lectio deriva dal verbo lego,
che presenta, oltre alla valenza di leggere, anche quella di cogliere, raccogliere;
la lectio cioè oltre a essere un’intelligente e accurata lettura di un testo biblico,
mira a cogliere il pensiero racchiuso nel testo e a raccogliere il messaggio espresso.
Mentre l’aggettivo divina esplicita sia il genitivo soggettivo:
Dio che legge, sia quello oggettivo: Dio che è letto, come Parola.

Giuseppe Pagana

La lectio divina è la via dell’ineffabile colloquio con Dio;
ha una struttura semplicissima e si compone di quattro momenti fondamentali:

  • lettura (lectio)
  • meditazione (meditatio)
  • preghiera (oratio)
  • contemplazione (contemplatio)

che costituiscono quattro diversi gradi spirituali.
La gradualità di questi passaggi
costituisce un complesso unitario di atti che interagiscono tra di loro
e che necessitano di una visione biblico-teologica complessiva,
della totalità e delle singole parti.
È una gradualità progressiva, ascendente fino al Cristo.

LECTIO

La lettura è lo studio assiduo della Scrittura,
necessita di grande attenzione, e di totale disponibilità dinanzi
a Dio che parla, ascoltandolo e accogliendolo
con la dovuta attenzione, con un’attiva disponibilità,
attraverso una lettura sapienziale ed esistenziale del testo sacro
tendente ad alimentare il nostro itinerario di fede,
coinvolgendo non solo l’intelligenza, ma tutta la persona,
tutta l’esistenza nelle dimensioni fondamentali dell’essere e dell’operare.

MEDITATIO

La meditazione è una diligente attività della mente,
che cerca la conoscenza delle verità nascoste,
mediante l’aiuto della propria ragione;
è un paziente e diligente lavoro di assimilazione,
di analisi e di approfondimento
e presuppone una vibrante capacità di riflessione e d’interiorizzazione
per porre le sue parole nel nostro cuore,
per permettere a Dio di modellare la nostra vita su quella del Figlio,
per parteciparci l’essere figli nel Figlio mediante un rapporto personale
concretizzato nell’amore e inaugurato e vissuto da Gesù
come assoluta novità di vita che consente di assumere
lo stesso pensare, il medesimo sentire, l’identico volere di Cristo Gesù
che dona lo Spirito senza misura che ci rende figli nell’eterno Figlio.

ORATIO

La preghiera è un fervoroso anelito del cuore verso Dio
per ottenere il bene,
per questo è tutta ispirata e plasmata dalla parola di Dio.
La preghiera è colloquio con Dio;
è ri-dire a Dio la sua stessa Parola.

CONTEMPLATIO

La contemplazione è un’elevazione,
oltre il disincanto e con la consapevolezza di essere distinta
dal contenuto logico del proprio pensare,
in Dio,
della mente attirata sopra di sé,
assaporando le gioie della dolcezza eterna:
è passare dal finito all’assolutamente infinito,
che è qualcosa di Dio, ma non Dio stesso,
che è ancora infinitamente al di là.

 
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